Lo studio di Confagricoltura: nel 2019 diminuisce (-1,6%) export prodotti agricoli, ma cresce export agroalimentare (+5,3%)

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Nel 2019 gli scambi con l’estero del settore agroalimentare (prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca e prodotti dell’industria alimentare, delle bevande e del tabacco) hanno segnato risultati complessivamente molto positivi: il valore delle esportazioni è cresciuto del 5,2% a fronte di un incremento delle importazioni dell’1,4%, sicché il saldo export – import, pur sempre negativo, si è ridotto a 879 milioni di euro (nel 2018 era di 2,47 miliardi di euro). Emerge da uno studio di Confagricoltura del febbraio 2020 e pubblicato a fondo pagina.

Questi risultati, tuttavia, sono sostenuti solo dai prodotti dell’industria alimentare (export +6,6%, import +1,3%); mentre il settore agricolo ha registrato andamento negativo (export 1,6%, import +4,1%).

Il risultato del settore agricolo dipende, sia da una flessione della produzione, sia dall’incremento dell’export (e quindi, presumibilmente, della produzione) dell’industria alimentare (+6,6%) che peraltro, in parte, trasforma prodotti agricoli nazionali.

D’altro canto, per far fronte alla crescita della domanda internazionale (e quindi dell’export), l’industria alimentare deve fare maggior ricorso a prodotti agricoli di importazione, il che spiega il sensibile incremento delle importazioni di prodotti agricoli (+4,1%).

Si consolida dunque la tendenza per cui il Made in Italy agroalimentare è sempre più “di lavorazione” piuttosto che anche di impiego di “materia prima” agricola nazionale, tendenza che potrà essere ridimensionata solo con un significativo incremento della produzione agricola Made in Italy. Ipotesi, quest’ultima, poco realizzabile (almeno a breve termine) visti gli effetti negativi dei mutamenti climatici e la riduzione dei suoli disponibili per le coltivazioni determinata dall’avanzare dell’urbanizzazione (c.d. consumo di suolo).

La reputazione internazionale del Made in Italy agroalimentare costituisce indubbiamente una risorsa molto importante per il nostro Paese, giustamente enfatizzata anche nei programmi politici di sviluppo dell’agricoltura. Ma deve far riflettere la quinta posizione dell’Italia, quanto a valore dell’export agroalimentare, fra i paesi dell’Unione Europea, dove i Paesi Bassi, che hanno una superficie agricola pari al 15% della nostra, esportano per quasi il doppio del valore.

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