Direttiva Nitrati

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La “Direttiva Nitrati” (91/676/CEE)  è un provvedimento dell’Unione Europea approvato nel 1991, con lo scopo di ridurre e prevenire l’inquinamento delle acque e del suolo causato dai nitrati provenienti da fonti agricole. Gli Stati membri sono stati chiamati ad individuare le Zone Vulnerabili da Nitrati di origine agricola, ossia quelle in cui le acque di falda contengono o possono contenere, ove non si intervenga, oltre 50 mg/l di nitrati, a progettare ed attuare i necessari “programmi d’azione” per ridurre l’inquinamento idrico provocato da composti azotati, prevedendo misure intese a limitare l’impiego in agricoltura di tutti i fertilizzanti contenenti azoto e stabilendo restrizioni specifiche nell’impiego di effluenti zootecnici.

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La Direttiva 91/676/CEE è stata recepita a livello nazionale con il DLgs 152/99 attualmente sostituito dal DLgs 152/2006 “Testo unico dell’Ambiente”. A loro volta le singole regioni hanno emanato i provvedimenti necessari per applicare pienamente le norme comunitarie e nazionali sui rispettivi territori regionali. Ogni regione ha individuato le zone vulnerabili sul proprio territorio e ha stabilito gli obblighi che ogni azienda deve rispettare per una corretta utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e dei fertilizzanti azotati.

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La Regione Puglia, con deliberazione della Giunta n. 2036 del 30.12.2005, ha provveduto alla Designazione e perimetrazione delle Zone Vulnerabili da Nitrati di origine agricola (ZVN) nel territorio della Puglia, per una superficie complessiva di 92.057 ha, pari a circa il 5% dell’intero territorio regionale.

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  Mappa delle Zone Vulnerabili da Nitrati di origine agricola (ZVN)

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Ai sensi del DLgs 152/2006, nelle zone designate come vulnerabili da nitrati devono essere attuati i programmi di azione obbligatori, nonché le prescrizioni contenute nel codice di buona pratica agricola di cui al decreto del Ministro per le politiche agricole e forestali 19 aprile 1999 (Supplemento Ordinario G.U. n. 102 del 4 maggio 1999). Le regioni provvedono, inoltre, ad integrare, se del caso, in relazione alle esigenze locali, il codice di buona pratica agricola, stabilendone le modalità di applicazione. Inoltre, al fine di garantire un generale livello di protezione delle acque, è raccomandata l’applicazione del codice di buona pratica agricola anche al di fuori delle zone vulnerabili.

La Regione Puglia, con deliberazione della Giunta n. 19 del 23.01.2007, ha approvato il “Programma d’Azione” obbligatorio, costituito da tre parti: 

1. Inquadramento delle Zone Vulnerabili da Nitrati (ZVN) designate;

2. Disposizioni del Programma d’Azione;

3. Piano di Comunicazione Nitrati.

Con deliberazione della Giunta n. 712 del 08.06.2001, nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale 2000/2006, ha, infine, provveduto ad integrare il Codice di Buona Pratica Agricola, normando le principali pratiche agronomiche in uso sul territorio regionale.

Per quanto riguarda gli obblighi delle aziende agricole pugliesi ricadenti in zona vulnerabile da nitrati, il Programma d’Azione della Regione Puglia prevede: 1. Divieti e modalità di utilizzazione agronomica degli ammendanti e dei fertilizzanti azotati. 2. Trattamenti degli effluenti di allevamento e modalità di stoccaggio. 3. Disposizioni per l’accumulo temporaneo di letame. 4. Strategie di gestione degli effluenti zootecnici. 5. Disposizioni tecnico-amministrative.

Per maggiori informazioni consultare il rapporto di Confagricoltura Puglia. 

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