Lazzàro: dai Consorzi di bonifica una stangata da 50 mln insostenibile per gli agricoltori

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È una vera e propria stangata che potrebbe avere effetti drammatici sull’economia della Puglia quella che si sta per abbattere su gran parte degli agricoltori pugliesi.

Il commissario unico dei consorzi di bonifica Arneo, Ugento Li Foggi, Stornara e Tara e Terre d’Apulia ha determinato il 14 ottobre scorso di procedere al recupero delle annualità a partire dal 2018. Gli enti sono dunque in procinto di mettere a ruolo i contributi degli ultimi anni pretesi dagli imprenditori agricoli che ricadono nei territori di loro pertinenza. L’importo complessivo è di circa 50 milioni di euro. Si tratta nell’85% circa dei casi di importi per annualità tra 50 e 70 euro. Per le grandi aziende, invece, il conto è più salato: di media 1000 euro, in alcuni casi 10mila.

“Questa decisione va a impattare in modo pesantissimo su una economia in forte difficoltà a causa degli aumenti dei costi di produzione e delle difficoltà di mercato”, sottolinea il presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzàro.

La richiesta del tributo arriva in un contesto di forte recessione. Da gennaio 2021 ad agosto 2022 si è registrato un incremento generalizzato dei costi di circa il 33 per cento, più o meno equivalente nel comparto “coltivazioni” e in quello “allevamenti”. Significativo l’aumento della componente legata direttamente e indirettamente all’energia. Ad agosto complessivamente i prodotti energetici erano aumentati del 76% su base annua con un aumento di oltre il 100 per cento per l’energia elettrica. Notevoli anche i rincari di concimi (45,7%), foraggi (74%) e mangimi per la zootecnia (37,1%). Tutto questo a fronte di una importante crisi di mercato che non permette agli agricoltori di sostenere gli aumenti dei costi energetici e delle materie prime.

“Comprendiamo le necessità del commissario unico – prosegue – ma richiedere il pagamento di numerose annualità dopo che gli imprenditori non hanno ricevuto alcun beneficio è oltremodo dannoso per la nostra economia. A nostro parere questi tributi non sono dovuti e i tribunali ci stanno dando ragione, le contestazioni delle aziende che stiamo seguendo sono state vinte davanti al Giudice Tributario con condanna per i Consorzi a pagare le spese”. “Come Confagricoltura Puglia – conclude –  ci chiediamo infine se è questo il momento giusto per aggravare ulteriormente le sorti di tanti imprenditori agricoli della regione che si trovano già, o si potrebbero ritrovare presto, nella condizione di non riuscire a far fronte ai pagamenti immediati e coprire i costi correnti, con il forte rischio di dover licenziare i lavoratori e chiudere l’attività.

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