Confagricoltura Donna Puglia premia il talento di una giovane ricercatrice keniana

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C’è una studentessa keniana al centro di una storia che parla di acqua, tecnologia e speranza per l’agricoltura del futuro. Si chiama Hilda Kimata, e la sua tesi di ricerca sull’irrigazione intelligente le è valsa il Premio “Confagricoltura Donna Puglia” per la migliore tesi del Master of Science in Sustainable Water and Land Management in Agriculture, il master internazionale promosso dal Politecnico di Bari e frequentato da studenti provenienti da ogni parte del mondo.

Il riconoscimento, frutto di una convenzione con il CIHEAM di Bari, è stato consegnato durante la cerimonia di consegna dei diplomi del master. Lo ha conferito la presidente di Confagricoltura Donna Puglia, Elisa Aquilano – da dieci anni nell’organizzazione per la rappresentanza e la promozione delle imprenditrici agricole pugliesi – insieme alla direttrice regionale di Confagricoltura Beatrice Brizi e ai docenti e ricercatori che hanno accompagnato gli studenti nel percorso formativo.

La tesi di Kimata affronta uno dei nodi più urgenti dell’agricoltura moderna: come gestire l’acqua in modo efficiente, riducendo sprechi e costi, attraverso tecnologie accessibili anche alle piccole aziende. La ricercatrice ha progettato e validato un sensore capacitivo a basso costo basato su tecnologia LoRa, capace di monitorare le condizioni del suolo in tempo reale e guidare le decisioni di irrigazione direttamente in campo. Una soluzione concreta, replicabile, pensata per chi non ha budget illimitati ma ha bisogno di risposte precise.

«Con questo premio intendiamo valorizzare il merito, la ricerca applicata e il contributo delle nuove generazioni allo sviluppo di un’agricoltura innovativa e sostenibile», ha sottolineato Aquilano durante la cerimonia. «Le sfide legate alla gestione delle risorse idriche, al cambiamento climatico e alla competitività delle imprese agricole richiedono competenze avanzate e soluzioni tecnologiche capaci di coniugare sostenibilità ed efficienza».

Per la nostra organizzazione – ha precisato la direttrice Brizi –  il gesto non è solo simbolico. Con questo riconoscimento rinnoviamo un impegno preciso: tenere aperto il dialogo tra il mondo della ricerca, quello della formazione e le imprese agricole del territorio, convinta che investire nei giovani – ovunque essi vengano – significhi investire nel futuro dell’agricoltura stessa”.

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