Agricoltura, formazione per i lavoratori stagionali entro 30 giorni

Nocco (FdI): “Soluzione concreta per imprese e lavoratori”
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Più flessibilità nell’organizzazione del lavoro agricolo stagionale, mantenendo pienamente ferme le garanzie sulla sicurezza dei lavoratori. La Camera ha approvato, nell’ambito del Collegato Agricoltura, una norma che interviene sui tempi della formazione degli operai agricoli stagionali, dando risposta a una criticità che rischiava di creare serie difficoltà alle imprese durante le campagne di raccolta.

Il problema era emerso a seguito del nuovo Accordo Stato-Regioni sulla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che aveva eliminato la precedente possibilità di completare il percorso formativo entro 60 giorni dall’assunzione. Una modifica che, in assenza di una disciplina specifica per il settore agricolo, avrebbe potuto determinare rilevanti difficoltà operative soprattutto per le imprese ortofrutticole, dove il fabbisogno di manodopera è spesso legato a fattori difficilmente programmabili con largo anticipo, come l’andamento climatico, la maturazione dei prodotti, le finestre di raccolta e le esigenze del mercato.

La disposizione approvata dalla Camera introduce una disciplina specifica per gli operai agricoli stagionali impiegati in lavorazioni generiche e semplici. La formazione e l’eventuale addestramento potranno iniziare contestualmente all’avvio del rapporto di lavoro ed essere completati entro trenta giorni. Per i rapporti di durata inferiore, il termine sarà proporzionato alla durata del contratto e dovrà comunque precedere il raggiungimento del 70 per cento delle giornate di effettiva prestazione previste. Resta fermo l’obbligo di informare il lavoratore, prima dell’inizio dell’attività, sui rischi connessi alle mansioni e sulle misure di prevenzione e sicurezza.

“È una risposta concreta a un problema reale che ci era stato rappresentato dalle imprese ortofrutticole – dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia Maria Nocco –. La sicurezza dei lavoratori resta una priorità assoluta e la norma non riduce in alcun modo le tutele previste. Consente, però, di applicare gli obblighi formativi tenendo conto delle caratteristiche del lavoro agricolo, dove i tempi delle raccolte sono spesso dettati dalla natura, dal clima e dal mercato e la necessità di nuova manodopera può presentarsi nel giro di pochissimi giorni. Obbligare le aziende a completare l’intero percorso formativo prima ancora di poter impiegare il lavoratore avrebbe rischiato di rallentare o persino compromettere le raccolte, con conseguenze economiche rilevanti e il rischio concreto di perdere il prodotto nei campi. Con questa norma – prosegue Nocco – abbiamo trovato un punto di equilibrio tra la piena tutela dei lavoratori e le esigenze organizzative delle imprese”.

La senatrice ringrazia Giacomo Suglia, vicepresidente Fruitimprese e presidente di Apeo (Associazione Produttori Esportatori Ortofrutticoli), per aver segnalato tempestivamente la criticità del comparto, il relatore del provvedimento On. Marco Cerreto per aver presentato l’emendamento e il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida per aver sostenuto la soluzione.

“È la dimostrazione – conclude la senatrice Nocco – che quando il mondo produttivo trova istituzioni capaci di ascoltare, le esigenze concrete delle imprese possono essere tradotte in soluzioni normative efficaci. Questa misura tiene insieme sicurezza, regolarità del lavoro e continuità produttiva. Adesso l’obiettivo è confermare il testo al Senato e arrivare rapidamente all’approvazione definitiva del Collegato Agricoltura”.

Dopo il via libera della Camera, il provvedimento passa ora all’esame del Senato, con l’obiettivo di completarne l’iter nel mese di settembre.

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