Bruno: export agroalimentare, servono logistica efficiente e infrastrutture moderne

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Semplificazione delle pratiche doganali, potenziamento delle infrastrutture portuali e rafforzamento delle interconnessioni ferroviarie: sono queste, per Confagricoltura, alcune delle priorità su cui intervenire per accompagnare in modo concreto la crescita dell’export agroalimentare del Mezzogiorno. Il tema è stato al centro dell’intervento di Antonello Bruno in occasione di “Obiettivo Export: Imprese e territori del Sud Italia”, svoltosi a Bari nella Nuova Fiera del Levante.

Antonello Bruno

Nel suo intervento Bruno, intervenuto in rappresentanza di Confagricoltura nazionale, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di proseguire il percorso di semplificazione e snellimento delle procedure, ritenuto essenziale per rendere più efficiente il sistema logistico e commerciale che sostiene le produzioni agricole. “In questa prospettiva – ha detto – gli investimenti in infrastrutture e in servizi logistici rappresentano una leva decisiva per garantire continuità alla catena del freddo e rafforzare la competitività delle produzioni agroalimentari pugliesi sui mercati nazionali e internazionali”.

Secondo Confagricoltura, la sfida non riguarda però soltanto l’aumento dei volumi esportati. “La crescita dell’export deve essere accompagnata dalla capacità di valorizzare ciò che distingue le produzioni regionali, come qualità, tracciabilità, sicurezza alimentare e legame con i territori di origine. È su questo che si gioca il posizionamento delle eccellenze pugliesi nei mercati globali, in un contesto nel quale le imprese sono chiamate a competere sempre più sul valore riconosciuto dei prodotti e non soltanto sul prezzo”.

Da qui la richiesta di affiancare agli interventi infrastrutturali politiche e strumenti capaci di sostenere il valore aggiunto dell’agroalimentare pugliese sui mercati internazionali. Per Confagricoltura, esportare meglio, oltre che di più, significa consolidare la presenza delle imprese sui mercati esteri, rafforzare l’identità delle produzioni territoriali e garantire una remunerazione più adeguata del lavoro e degli investimenti sostenuti dalle aziende agricole.

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