Florovivaismo sotto pressione, costi fuori controllo e regole diseguali

Bruno e Ferrandino (Confagricoltura Puglia): "Il settore vale 180 milioni in Puglia ma rischia di perdere competitività. Basta disparità tra territori"
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Alle porte della primavera, stagione di punta per la raccolta dei fiori da serra, il florovivaismo pugliese si presenta come un settore strategico da circa 180 milioni di euro di fatturato, pari a quasi il 5% della produzione agricola regionale, ma oggi messo sotto pressione da costi in crescita, norme disomogenee e ritardi decisionali. A scattare la fotografia del comparto è Confagricoltura Puglia, che chiede interventi urgenti per evitarne il progressivo indebolimento.
Su questo equilibrio già fragile si abbatte l’aumento dei costi energetici. Il rincaro di carburanti e riscaldamento delle serre ha raggiunto picchi fino al +40%, con effetti diretti sulla sostenibilità economica delle aziende, in un contesto internazionale instabile che sta schiacciando i margini operativi di un comparto ad alta esigenza energetica. A pesare ulteriormente è la crisi delle materie prime: fertilizzanti e concimi azotati registrano prezzi in aumento, forniture irregolari e ritardi nelle consegne, una combinazione che mette a rischio la programmazione produttiva e la continuità delle attività.
Sul fronte normativo, il Regolamento (UE) 2024/2507 ha ampliato le specie vegetali soggette a controlli per la Xylella fastidiosa, imponendo nuove analisi fitosanitarie a carico delle imprese. Il problema denunciato da Confagricoltura Puglia è l’assenza di uniformità: applicazioni diverse tra regioni, costi non omogenei, possibili vantaggi competitivi per alcuni territori – una situazione che rischia di alterare il mercato e penalizzare le imprese pugliesi.

Non a caso, la produzione florovivaistica regionale ha già registrato una contrazione nel decennio 2014-2023, anche per gli effetti delle restrizioni legate alla Xylella. Su questo tema, il settore florovivaistico di Confagricoltura Puglia ha inviato una nota ufficiale all’assessore regionale Francesco Paolicelli e al dirigente del settore, chiedendo di chiarire le procedure di autorizzazione e controllo dei siti di produzione, di fornire supporto tecnico e finanziario agli agricoltori per l’attuazione delle misure previste dal regolamento e di garantire la libera circolazione delle piante all’interno dell’Unione.

Michele Ferrandino

“Positiva, ma ancora da concretizzare, l’apertura della Regione Puglia all’istituzione di un tavolo tecnico permanente sul florovivaismo. Il tavolo è uno strumento atteso da tempo, che dovrà però tradursi rapidamente in atti concreti”, sottolineano Antonello Bruno, presidente di Confagricoltura Puglia, e Michele Ferrandino, presidente della Federazione Florovivaistica regionale di Confagricoltura, esprimendo apprezzamento per la disponibilità dell’assessore all’Agricoltura Paolicelli.
La Puglia si conferma tra le principali regioni italiane del settore. A livello nazionale, il florovivaismo ha superato i 3,2 miliardi di euro. Il tessuto produttivo pugliese conta circa 2.000 aziende, diffuse in particolare tra il Barese e il Salento, con poli riconosciuti come Terlizzi, Leverano e Taviano: un sistema composto in larga parte da imprese di piccola e media dimensione, con forte specializzazione produttiva.
“Il florovivaismo pugliese è un settore che produce valore, occupazione e identità territoriale, ma oggi è sotto pressione come non mai – proseguono -. Non è più sostenibile operare con costi energetici fuori controllo, materie prime difficili da reperire e, soprattutto, con regole che cambiano da regione a regione. Chiediamo che venga garantita un’applicazione uniforme delle norme su tutto il territorio nazionale e che si intervenga per sostenere le imprese in questa fase. Il tavolo tecnico annunciato dalla Regione è un primo passo: ci fidiamo dell’assessore regionale, ma servono tempi certi e risposte concrete. Il rischio è perdere competitività e lasciare indietro un comparto che rappresenta un’eccellenza dell’agricoltura pugliese.”

 

 

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