Confagricoltura Puglia: olio, inaccettabili le posizioni della GDO

“L’incontro convocato il 20 ottobre dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con la grande distribuzione organizzata e le organizzazioni della filiera olivicolo-olearia si è chiuso con una risposta che giudichiamo inaccettabile. Avevamo portato richieste precise per valorizzare l’olio 100% italiano e per individuare prezzi in grado almeno di remunerare i costi di produzione di tutti i componenti della filiera. I rappresentanti della grande distribuzione hanno risposto richiamando le azioni già in essere e rinviando ogni nuova iniziativa a una programmazione futura”. Il presidente di Confagricoltura Puglia, Antonello Bruno, giudica fallito il confronto con la GDO.
I rappresentanti della grande distribuzione hanno anche sostenuto che gli interventi di promozione producono risultati solo nel medio-lungo periodo. Hanno aggiunto che l’olio più venduto a scaffale è quello da miscele Ue/extra Ue, perché costa meno ed è più vicino alle possibilità dei consumatori.
“Gli olivicoltori i costi li pagano oggi, non nel medio-lungo periodo”, sottolinea Bruno. “Quella dei supermercati e delle grandi catene è una posizione che porta alla frattura con la produzione. Non si può chiedere alla filiera italiana la massima serietà sulle regole e intanto alimentare la vendita di prodotti nati dove quelle regole non esistono.”

Antonello Bruno
Le miscele con oli non comunitari, spesso vendute come prodotti civetta a pochi euro, nascono in Paesi le cui condizioni non sono paragonabili al sistema Italia. Pesano regole fitosanitarie meno stringenti, il costo della manodopera, con salari giornalieri che sono una frazione di quelli italiani, e l’assenza di tutele. Mancano poi un obbligo di tracciabilità equivalente e i costi per lo smaltimento dei rifiuti di molitura, che le imprese italiane sostengono.
Per Confagricoltura Puglia servono misure per sostenere gli agricoltori della regione, e devono arrivare proprio a loro. La strada è finanziare direttamente l’agricoltore, non indirettamente attraverso la filiera.
“Le risorse devono raggiungere le aziende senza disperdersi”, aggiunge Bruno. “Se chi produce non ha liquidità per affrontare la campagna, ogni altro intervento arriva tardi”
“I dirigenti di Confagricoltura Puglia vivono ogni giorno accanto agli agricoltori, ma le battaglie si vincono sui tavoli, raccogliendo le istanze delle piazze e non alimentando la rabbia con slogan inutili sul piano pratico”, afferma. “Essere concreti, è il metodo con cui la nostra organizzazione ha sempre lavorato, anche in queste settimane. Le nostre azioni hanno ricadute reali sulle aziende, anche quando i meriti se li prendono altri. Ma questo non ci spaventa. Ci preoccupa, e ci spinge a pensare a contromisure, la sordità di chi ignora che il libero mercato viene distrutto dalla legge del più forte”.
Ora tocca alla GDO. Confagricoltura Puglia la invita dunque a rivedere le proprie premesse e ad attivare azioni che migliorino la visibilità dell’olio 100% italiano, con una trasparenza coerente sui prodotti venduti al consumatore. Il dialogo resta aperto, ma servono impegni verificabili.
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