Costi acqua irrigua 2022, il giudice dà ragione a Confagricoltura Taranto: aumento illegittimo

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Il Giudice di Pace di Taranto ha accolto il ricorso presentato da un associato di Confagricoltura Taranto contro il conguaglio richiesto per l’acqua irrigua utilizzata nella stagione 2022. La sentenza n. 1743/2026, pubblicata il 12 agosto, ha dichiarato illegittimo l’aumento retroattivo della tariffa applicato dal Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia: il prezzo da prendere come riferimento resta quello indicato nel contratto, pari a 0,20 euro al metro cubo, e non quello successivamente portato a 0,25 euro.

La vicenda riguarda un’azienda agricola del tarantino che aveva utilizzato 9.298 metri cubi d’acqua. A fronte di un acconto di 300 euro già versato, il Consorzio aveva richiesto altri 2.024,50 euro. Il giudice ha però ritenuto non dovuta la maggiorazione di 5 centesimi al metro cubo, per un totale di 464,90 euro, rideterminando in 1.559,60 euro la somma residua dovuta dall’agricoltore. Al Consorzio sono state inoltre addebitate le spese legali, liquidate in 389 euro, oltre agli accessori di legge.

Al centro della decisione c’è il contratto di somministrazione dell’acqua, considerato dal giudice un rapporto di natura privatistica.

“Lo avevamo detto e ripetuto in più occasioni – afferma Carmine Palma, direttore di Confagricoltura Taranto –: non era possibile cambiare il costo dell’acqua della campagna irrigua 2022 quando le aziende avevano già firmato i contratti, programmato le colture e utilizzato il servizio. Chiedere un importo aggiuntivo dopo la conclusione della stagione significava mettere ancora una volta le imprese di fronte a costi imprevisti”.

Secondo Palma, la sentenza riafferma un principio di correttezza nei rapporti tra enti gestori e aziende agricole. “Gli agricoltori hanno sottoscritto contratti facendo affidamento su una tariffa precisa. Non è accettabile che il rischio legato ai maggiori costi venga trasferito successivamente sulle imprese, senza confronto con le organizzazioni agricole e senza che queste possano programmare i propri investimenti e le proprie produzioni”.

La pronuncia riguarda il singolo caso portato davanti al Giudice di Pace di Taranto, ma assume rilievo nel confronto ancora aperto sui conguagli irrigui relativi al 2022.

“Avevamo annunciato che decisioni di questo tipo sarebbero state sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria – dichiara il presidente di Confagricoltura Taranto, Angelo De Filippis –. Siamo soddisfatti che sia stato riconosciuto il diritto della nostra azienda associata. Continueremo a essere al fianco delle imprese agricole, in particolare su un tema essenziale come quello della bonifica e della disponibilità di acqua per l’irrigazione. Servono regole trasparenti, confronto preventivo e costi certi: le aziende non possono subire decisioni retroattive”.

 

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