Bruno: “Tavolo latte in Regione, intesa a 52 centesimi ma restano le resistenze”
Confagricoltura Puglia chiede che si possa consolidare rapidamente l’intesa con le aziende che hanno già condiviso il prezzo accordato e resta pronta ad agire nei confronti di chi adotta pratiche sleali

“52 centesimi al litro non sono un obiettivo, ma il minimo per evitare il collasso delle stalle pugliesi”. È una posizione netta quella di Confagricoltura Puglia a margine del tavolo sul latte che si è svolto oggi presso l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia, alla presenza dell’assessore Francesco Paolicelli e dei rappresentanti della filiera, tra produttori e trasformatori.
Al centro dell’incontro, la definizione di un prezzo equo del latte alla stalla, in un contesto segnato da una crescita costante e ormai insostenibile dei costi di produzione. Al termine della riunione è emersa una prima convergenza tra i produttori e una parte dell’industria di trasformazione sull’individuazione di un prezzo di riferimento pari a 52 centesimi al litro.
Un’intesa che rappresenta un passo avanti importante, ma ancora parziale: una parte dei grandi caseifici, in particolare quelli con fatturati più elevati, continua infatti a esprimere resistenze, impedendo al momento il raggiungimento di un accordo pienamente condiviso.
“Confidiamo che si possa arrivare in tempi brevi a un’intesa su questo importo – sottolinea il presidente di Confagricoltura Puglia, Antonello Bruno – perché i 52 centesimi al litro rappresentano oggi una soglia minima di sopravvivenza per le aziende agricole. È un livello che copre a malapena i costi, fortemente aumentati negli ultimi mesi tra rincari energetici, carburanti e tensioni internazionali. Il confronto, giudicato necessario da tutti i partecipanti, si inserisce in una fase particolarmente delicata per il comparto zootecnico regionale, che rischia una progressiva perdita di aziende e capacità produttiva senza un reale riequilibrio lungo la filiera”.
Confagricoltura Puglia apprezza il lavoro di mediazione dell’assessore e ribadisce la necessità di riconoscere il giusto valore al lavoro degli allevatori. L’organizzazione richiama inoltre alla responsabilità tutti gli attori coinvolti, in particolare quei trasformatori che non stanno contribuendo a sostenere una filiera equilibrata e competitiva, a vantaggio dei consumatori, dell’economia, dell’occupazione e della qualità pugliese.
Confagricoltura chiede che si possa consolidare rapidamente l’intesa con le aziende che hanno già condiviso il prezzo di 52 centesimi e resta pronta ad agire nei confronti di chi adotta pratiche sleali. L’organizzazione richiama, a questo proposito, il Decreto Legislativo n. 198/2021, che vieta modifiche unilaterali dei contratti e l’imposizione di condizioni particolarmente gravose nel settore agroalimentare.
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